Costruzione Di nuovo Rifugio alpino - Saint Rhémy-en-Bosses (AO)

Lavori di costruzione di nuovo rifugio alpino quale posto di tappa escursionistica dell'alta via n°1 in localita' lac des merdeux nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses
Rifugio P. Frassati

Rifugio P. Frassati

Comune Saint-Rhémy-en-Bosses (AO)
Committente privato
Progetto 2008 Studio GeArc e Studio Péaquin
Collaborazione  
Realizzazione  2008 - 2011
D.L. Arch. Andrea Marcoz

Lo studio è stato svolto sulla base di sopralluoghi nelle aree di previsto intervento e circostanti, procedendo alla rilevazione di dati e di elementi dell'ambiente nel suo complesso e delle previsioni attuative riportate su tavole planimetriche di inquadramento geomorfologico e su quelle dei vincoli unitamente alla raccolta di documentazione fotografica e del progetto allegati.

Tale zona si trova a quota 2.550 m s.l.m., nelle immediate vicinanze dei laghetti denominati "Lac des Merdeux", nella conca di Merdeux, a valle del col Tapie, sull'incrocio del percorso dell'alta via n°1 che porta al vicino colle Malatrà con il percorso del "tour du Grand Saint Bernard".
La zona sopraccitata è già stata individuata dall'Amministrazione Regionale quale possibile sosta dell'Alta Via n°1, tra le tappe n° 11 (Saint Rhémy - Couchepache - Rifugio Lac in previsione) e n° 12 (Rifugio Lac - Rifugio Bonatti).

Tale nuovo punto di sosta si colloca in posizione strategica dimezzando gli attuali tempi di percorrenza tra i punti di sosta 10 e 12 attualmente segnalati in circa 6h e 40min. In tal modo si raggiunger una percorrenza media di circa 3 ore di cammino tra i vari punti di sosta, come previsto mediamente nelle altre tappe presenti nell'Alta Via n°1.

Il presente progetto prevede di realizzare una struttura di accoglienza in una zona frequentata con assiduità nel periodo estivo per gli appassionati di itinerari escursionistici, e in periodo invernale da appassionati di sci alpinismo.

Le scelte progettuali conseguono sinteticamente alle esigenze di:realizzare un rifugio con capieza di circa 60 posti letto.

La tipologia architettonica scelta quale proposta progettuale, deriva da un lato dalla razionalizzazione degli spazi adeguati alle esigenze di tipo escursionistico della zona, dall'altro, dall'esigenza di non originare un elemento in contrasto con l'ambiente paesaggistico. Pertanto la nuova struttura si pone lo scopo di evidenziarne la destinazione ricettiva con la connotazione e la tipologia architettonica tipica dei nuovi rifugi alpini, realizzati con impostazioni semplici ed essenziali, sia negli interni che negli esterni, fornito di più recenti tecnologie, evitando di imitare modelli di architettura rurale.
Le caratteristiche architettoniche delle opere in progetto sono pertanto state definite secondo criteri tali da integrare e conciliare la funzionalità dell'opera con le caratteristiche del contesto paesaggistico. In tale ottica, si è scelto di progettare una struttura composta da più elementi volumetrici distinti con falde di copertura dalla geometria planare in modo da riprendere la caratteristica struttura giaciturale di tipo "monoclinale", propria del paessagio alpino il cui rilievo si è modellato nelle litologie delle "Brecce di Tarantasia" (zona Sion - Courmayeur). Tali scisti carbonatici ben delineano, infatti, una morfologia caratterizzata da pinnacoli rocciosi delimitati da superfici planari monoclinali immergenti verso SUD-EST, con un'inclinazione media di 30°-50°. Questi elementi geometrici sono stati di fatto ripresi nella progettazione in un gioco di volumi e piani tali da riprodurre le naturali alternanze volumetriche.

Il nuovo fabbricato in progetto sarà suddiviso in blocchi modulari al cui interno sono contenuti i volumi destinati ai vari servizi necessari alla gestione di un rifugio alpino. Tale scelta, oltre che da impostazione architettonica sopra descritta, deriva da esigenze di semplificare le operazioni di costruzione e di successiva manutenzione. Si è scelta quindi una struttura i cui materiali possano essere trasportati agevolmente e assemblati in loco in tempi brevi, limitando il più possibile oltre che l'impatto del cantiere nell'area, anche la sua durata.

 

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